L' artista

Franco Grignani (1908-1999) fu un grafico e artista attivo a Milano che mosse i suoi primi passi negli ambienti del secondo futurismo, trovando ben presto una via di ricerca del tutto singolare espressa compiutamente nei suoi lavori di grafica e pittura.

Gli studi in architettura e l' esperienza durante la guerra segnarono il suo futuro artistico, dotandolo di una visione razionale e metodica che gli permise di padroneggiare la progettazione dello spazio. Le ricerche di Grignani, impregnate delle contemporanee scoperte scientifiche e del dinamismo desunto dalle prime esperienze futuriste, erano incentrate nell’ interdipendenza tra occhio e mente e nell' applicazione di tecniche ottiche e matematiche sperimentali.

L’artista non solo ripropose graficamente i suoi interessi dall’ ambito della percezione e della psicologia della forma, ma applicò metodi e concetti allo studio del comportamento dell’uomo moderno, sempre più influenzato dall’ avvento della macchina e sempre più distaccato dalla natura.

Grignani creò nuove configurazioni dello spazio caratterizzate da dinamismo, intrinseche tensioni, sovrapposizioni, trasparenze e compenetrazioni, arrivando a modelli visivi del tutto nuovi fatti di segni, colori e spazi che vogliono penetrare l’inconscio dell’osservatore e suggerirgliene un' interpretazione.

Le opere della Collezione

Nella Collezione Caffetto sono presenti alcune delle rare sculture di Franco Grignani. Egli infatti, nonostante privilegiasse il disegno grafico, nel 1975 consegnò dei modelli in cartoncino a Claudio Caffetto perché venissero realizzati tramite la lavorazione in lastra di ottone sagomata. 

Le opere scultoree ideate da Grignani sono del tutto coerenti con la sua ricerca fatta di forme in continua evoluzione, configurandosi come una trasposizione di disegni nello spazio.

Le sue sculture sono linee che prendono sapientemente corpo nello spazio, passando dall’ immaginazione grafica tipica di Grignani ad una corporeità volumetrica tangibile.